e bentornati in questo spazio de Il mondo di sopra. Oggi lo so è giovedì, ma questa volta non ci soffermeremo sull'appuntamento con la strega, ma ho bisogno di parlarvi di ciò che ieri un caro editorialista ha deciso di mettere in pubblica piazza: il caso di Elena Ferrante.


Ma c'era davvero bisogno di tutto questo? C'era davvero il bisogno di mettere a nudo tutto quanto, solo per un capriccio di quest'uomo? C'era davvero il bisogno di spargere le vesti in pubblica piazza solo per dare al pubblico qualche minuto di curiosità orgasmica?
Come se poi i lettori ne avessero davvero bisogno, come se poi la gente non comprasse i libri di Elena Ferrante, ma ne cercasse prima l'autrice vera. Ecco, allora caro Gatti, ora che hai buttato al mondo la tua verità, per qualche minuto di notorietà, pensi davvero che sia cambiato qualcosa? E se invece anche stavolta è solo un errore?
Ricordo che per legge un autore, uomo o donna che sia, ha il diritto di poter pubblicare sia con il proprio nome, sia con uno pseudonimo senza dover mai giustificarsi della scelta fatta. Un uomo non ha il diritto di giudicare un autrice per ciò che è, ma ha solo il diritto di leggere i romanzi creati dall'autrice stessa, senza dover per forza irrompere nella vita di quest'ultima.

Sono davvero sdegnata di come al mondo, tutt'ora, ci si senta in diritto di giudicare qualsiasi cosa, ci si senta in diritto di mettere alla gogna chiunque per chissà quale perversa ossessione. Abbiamo dimenticato ciò che la chiesa fece secoli fa, accusando di stregoneria donne, uomini e bambini, mettendo al rogo e torturando fisicamente e psicologicamente capri espiatori, ebbene il caso di Elena Ferrante diventa il nuovo caso di stregoneria. Una donna viene additata solo perché ha deciso di indossare la maschera dell'anonimato.
Ma il "signor" Gatti ne aveva davvero bisogno di creare tutto questo? Aveva davvero il bisogno di sminuzzare la vita di un'autrice per togliergli solo la maschera? Siamo cresciuti con film e cartoni dove ogni eroe indossa una maschera per nascondere la propria identità, Superman aveva Lex Lutor, Batman aveva Joker, Spiderman aveva diversi nemici che erano ossessionati dall'idea di sapere la sua identità e la nostra Elena Ferrante ha il suo Gatti.
I libri sono fatti per essere letti, per essere amati per quello che sono, non per chi c'è dietro.
Canzone sicuramente che ha ispirato Claudio Gatti:
Sono davvero senza parole Emy mi hai fatto soffermare su qualcosa che davvero mi lascia senza parole ma se io sono senza parola quoto ciascuna delle tue!
RispondiEliminaPare che al giorno d'oggi non sia più possibile vivere nell'anonimato, mantenere un velo di mistero intorno a qualcosa o qualcuno. Vero, non c'era bisogno di rivelare un segreto, di togliere un altro pizzico di magia alla realtà quotidiana. Ora che succede? Sapere che dietro Elena Ferrante c'è una persona già inserita nel giro dell'editoria cambia la qualità dei suoi libri? Perderà lettori? Ne acquisterà di nuovi? Non lo so, ma bisogna per forza rivelare sempre tutto?
RispondiEliminaÈ vero che quando troviamo un autore che ci piace cerchiamo tutti i suoi libri, ma se fossero tutti anonimi sarebbero meno belli?
Parole sagge: nessun individuo può permettersi di giudicare colui o colei che ha scritto un libro, bensì il libro stesso...
RispondiElimina